Famiglie al museo 2016

Il Tema della Giornata nazionale delle famiglie al museo, diverso ogni anno, vuole caratterizzare la manifestazione di valori educativi supplementari da trasmettere ai fruitori dell’evento (bambini e le loro famiglie).

Il Duemilasedici è un anno olimpico. Quest’estate abbiamo visto il rinnovarsi della competizione atletica più nota e famosa, che ha visto la sua prima edizione nell’antica Grecia, nel 776 a.C.

Le Olimpiadi antiche erano qualcosa di profondamente integrato nella società e nella cultura: coinvolgevano aspetti religiosi, politici, economici. Le gare costituivano un momento di grande partecipazione e condivisione per la comunità: persino i conflitti bellici si interrompevano per consentirne lo svolgimento e la partecipazione. Gli atleti vincitori nelle competizioni olimpiche divenivano illustri nelle città di provenienza e venivano coperti di onori; agli ideali di agonismo e attività atletica erano intimamente connessi valori etici di lealtà e coraggio, altamente considerati nella società; allo sport erano associati valori positivi di integrità e nobiltà.

La Giornata delle Famiglie al Museo vuole legarsi quest’anno ad una ricorrenza così importante proponendo un tema che sia riconducibile alla gara vista come gioco, singolo o di squadra e come occasione in cui confrontarsi con gli altri cercando di dare il meglio di se’: i musei per un giorno diventeranno stadi e palestre, luoghi interattivi in cui allenare la mente. Giocando, gareggiando, confrontandosi i più piccoli, sostenuti nell’impresa dai familiari, i bambini potranno apprendere l’arte, la storia, la scienza, le tradizioni; una mente allenata e ben esercitata, proprio come il corpo di un atleta, sarà reattiva e pronta ad affrontare sfide culturali sempre più difficili.

Il gioco come prima forma di apprendimento; ed è attraverso il gioco che i bambini, con i loro familiari, come gli antichi atleti greci, apprenderanno e faranno propri valori, informazioni, “cultura”.

Il premio in palio è, sopra ogni altra cosa, l’arricchimento personale: attraverso i valori culturali, quelli che scopriranno nel corso delle attività in museo, ma anche attraverso i valori di condivisione e rispetto nei confronti degli altri partecipanti, che non sono avversari, ma concorrenti.

Un tema che vuole ispirarsi alle parole di Pierre De Coubertin, fondatore dei moderni giochi olimpici: “L’importante non è vincere, ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria, ma la certezza di essersi battuti bene”. Parole che ci piacerebbe fossero di stimolo per i partecipanti di F@Mu non solo nell’occasione della Giornata delle famiglie al Museo, ma tutti i giorni e in tutte le circostanze.

Come saranno organizzate le attività all’interno dei Musei

L’analogia con la gara all’interno dei musei può essere recepita e adattata alle attività in programma nel corso della giornata come spirito di leale competizione, coinvolgendo i bambini in gare tematiche che hanno per soggetto ciò che il museo contiene. La struttura delle gare può essere la stessa di quelle atletiche: il pentathlon (gara antichissima articolata su cinque prove), per esempio, con cinque competizioni diverse, organizzate su percorsi all’interno delle sale, guidati da operatori o meno, includenti giochi, quiz, laboratori o postazioni per il disegno. Nei musei che per il tipo delle raccolte lo consentono, il richiamo alla gara sportiva potrà essere inteso anche come richiamo all’attività sportiva stessa, all’ideale atletico e a tutto l’universo di saperi, di scienza, di storia, di arte e di esperienze che ruota intorno ad essa.

Altri spunti di attuazione (testo dalla relazione del Museo MARCA di Catanzaro):

Così come volle De Coubertin, quando presentò, durante un congresso presso l’Università della Sorbona a Parigi, le sue idee che miravano a trovare un modo di avvicinare le nazioni e di permettere ai giovani di tutto il mondo di confrontarsi in una competizione sportiva attraverso la rinascita dei Giochi Olimpici, così oggi, potremmo coinvolgere bambini e ragazzi di qualsiasi etnia e credo religioso, arrivati da paesi diversi ma che quotidianamente condividono con i bambini italiani gli spazi e gli eventi che la città offre. Tutti insieme potranno così partecipare nell’ottica del “gioco” a questa “staffetta culturale”, passandosi come testimone, conoscenza ed esperienza ludica tra i musei ed i siti della città;  partendo dal museo capofila questa staffetta museale potrà coinvolgere, come in una squadra, le più importanti realtà culturali del territorio; con l’unico obiettivo di educare all’osservazione, e di riuscire a riqualificare e riscrivere la storia artistica della città, dal passato alla contemporaneità, attraverso il nuovo sguardo dei bambini e dei ragazzi, all’insegna dello spirito dell’accoglienza, del confronto e della condivisione multietnica.

Fonte: famigliealmuseo.it