Il filetto

Per ingannare il tempo, fino al tramonto, gli antichi avevano inciso sui marmi dei pavimenti delle scacchiere 3×3 sulle quali giocavano con dadi e pedine. Quei marmi vennero chiamati “tabulae lusoriae”, le tavole del gioco sulle quali giocavano ad uno dei più antichi giochi conosciuti: il “Filetto” (o gioco del tris). Era un gioco diffuso tra i Greci, e quindi, conosciuto dai Romani. Il poeta P. Ovidio Nasone, infatti, lo descrive in età Augustea, nell’“Ars Amatoria” come “il gioco che una donna deve conoscere per avere successo con gli uomini”. Le pedine erano ricavate, probabilmente come i dadi, dalle ossa d’asina o, più semplicemente, da sassi ben levigati.

(Roma, età Imperiale)

 

Riproduzione: terracotta colorata, misure 10 x 9 cm (c.a.)

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